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Il Dl lavoro e la guerra tra poveri
post pubblicato in attualità, il 30 giugno 2013
Le misure del Dl lavoro per l'assunzione dei giovani sono un pessimo provvedimento. Il fine è ovviamente condivisibile, ma le agevolazioni sono esclusivamente per coloro che non hanno un diploma di scuola superiore, hanno una o più persone a carico e non hanno un impiego fisso da almeno 6 mesi. Se così fosse sarebbero tagliati fuori tutti coloro che sono inseriti nel mercato del lavoro con contratti a tempo determinato, e questo sarebbe un passo indietro rispetto alla legge dell'ex Ministro Fornero.
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Con l'inciucio non è un paese per giovani. Chi ringraziamo?
post pubblicato in attualità, il 22 giugno 2013
Quando la coperta è corta bisogna definire le priorità. La politica italiana è davanti ad un bivio: aboliamo l'IMU, per la gioia dei proprietari immobiliari, o affrontiamo il problema della disoccupazione giovanile? Ovviamente la scelta avrà delle ripercussioni sulla futura competitività del paese.
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Una seconda chance per il peggior Presidente
post pubblicato in attualità, il 21 aprile 2013
In Italia le cose vanno al contrario, di conseguenza al peggior Presidente della Repubblica viene concessa una seconda possibilità tra gli applausi grotteschi dei Parlamentari. I giornali più importanti d'Italia si sono ben guardati dal fare il più semplice dei confronti tra la folla festante che ha accolto con gioia l'inattesa scelta del nuovo Pontefice, e la folla inferocita che ha assediato Montecitorio. Siamo al trionfo del mainstream, del pensiero unico: Napolitano è saggio, bravo e buono. Ma se scartiamo questa patina di buonismo superficiale, dobbiamo anche avere l'onestà di ricordare tutte le cose negative fatte nel settenato.
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Il caso Schwazer e lo sport in Italia
post pubblicato in sport, il 18 agosto 2012
La positività di Alex Schwazer ha oscurato i successi ottenuti dagli atleti italiani. Il vizio (se così possiamo chiamarlo) di privilegiare le cose negative trova una giustificazione nel fatto che l’atletica sia la disciplina principe nel programma olimpico e nell’atleta altoatesino, già olimpionico a Pechino ’08, erano riposte le uniche speranze da medaglia per l’Italia.

Sul fatto che Schwazer abbia fatto un errore madornale non ci sono dubbi. Per evitare di rivedere un film che in Italia va in onda ciclicamente (e da tifoso ne so qualcosa dal 1999) sarei veramente felice se l’italiano medio iniziasse a smuoversi da alcuni luoghi comuni. Innanzitutto tralasciando le considerazioni guidate dall’invidia e dal vero sport nazionale che consiste nel gioire per le disgrazie del primo della classe. Ovviamente mi riferisco alla gioia espressa attraverso gli insulti, tipico infantilismo che suscita conati di vomito quando è messo in pratica da quelli che erano i fanboy più scatenati nei momenti del trionfo. Infine sarei ancora più contento se iniziassimo ad avere un atteggiamento maturo nei confronti dello sport e degli atleti. Lo sport è una bellissima allegoria ed è una palestra di vita, ma da solo non può bastare per costruire una persona. Spesso pensiamo che l’atleta sia un esempio anche al di fuori dell’ambito in cui eccelle. Errore grave, da matita rossa. Proiettiamo sull’atleta delle qualità che non ha mai dimostrato, e poi ci sentiamo traditi quando l’idolo si mostra umano e scopriamo che sbaglia. Non è che forse alcune nostre deduzioni sono un tantino esagerate?
L'autogol di Rondolino
post pubblicato in diario, il 18 agosto 2012

Sul sito di Rondolino si può leggere un articolo irritante come pochi contro il direttore de “La Stampa” Mario Calabresi (http://www.thefrontpage.it/2012/08/06/lorfanello/).

Rondolino (ex Unità, Stampa, Giornale, ex consulente di D’Alema e del Grande Fratello, insomma uno tutto d’un pezzo) ha iniziato questa polemica su Twitter. Qui è stato sfortunato perché il limite sul numero di battute per tweet non gli ha consentito di esprimere fino a fondo il suo profondo pensiero. Una parte dei tweet sono su Dagospia.

Oltre alle divergenti opinioni sulla figura del Commissario Calabresi, la polemica mi ha colpito perché: 1) siamo in piena overdose da Twitter, tutti si sentono autorizzati ad ironizzare su tutto, ma poi basta una replica altrettanto ironica per fare emergere la permalosità di fondo. I social network alimentano a dismisura l’ego e molti finiscono sopraffatti dallo strumento. 2) Rondolino ironizza su un fatto grave che ha sconvolto la vita di Mario Calabresi. Dare dell’orfanello ad un uomo che non ha mai visto il padre (quando morì Luigi Calabresi, Mario aveva solo due anni) è una caduta di stile che non può essere giustificata da eventuali “risarcimenti” (leggasi carriera agevolata) di cui Mario avrebbe beneficiato. In questo modo Rondolino fa un autogol clamoroso perché parte da un legittimo risentimento professionale dettato dal fatto che Calabresi ha deciso di interrompere la sua collaborazione con “La Stampa”, e per fare il “simpaticone” mette sul tavolo degli elementi che sviano l’attenzione del lettore e si ripercuotono contro di lui. Se la sua critica fosse rimasta nel merito del problema, quindi parlando delle capacità professionali di Mario Calabresi, forse avrebbe avuto meno eco, ma sarebbe stata più ficcante, invece in questo modo si realizza il contrario, perché Rondolino fa la figura del bambino che sbrocca quando vede colui che gli vieta di entrare al campetto per giocare a pallone con gli altri.

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